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Michele Spadaro (Catania, 1994)

Il suono è vibrazione percepita che diventa nota attraverso la sua materialità. Metafore sonore costituiscono le nostre condizioni di percezione e ascolto, delineando le aree e i confini del suono nella vita sociale. La sua esistenza risiede nella relazione tra materialità e metafora, infondendo parole con ulteriori spettri di significato e interpretazione.

Storicamente musica e parola hanno rappresentato i campi più distinti nello studio del suono, ma non bastano a colmare i quesiti che si estendono nei contesti fisici, filosofici e culturali. Michele

Spadaro concentra quindi il suo lavoro nell’esplorare tali vie meno battute nell’ambito sonoro sperimentato approcci creativi alla produzione musicale da studio: includendo composizioni immersive, sistemi di improvvisazione e installazioni sonore.

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Michele Spadaro (Catania, 1994)

Sound is vibration that is perceived and becomes known through its materiality. Metaphors for sound construct perceptual conditions of hearing and shape the territories and boundaries of sound in social life. Its existence reside in this feedback loop of materiality and metaphor, infusing words with a diverse spectrum of meanings and interpretations.

Historically music and speech have stood as the most distinct objects in sound studies, but this has been presented with specific challenges that extends across physical, philosophical and cultural context. Michele Spadaro focus his work on exploring such areas of sound experimenting over a wide range of creative approaches to studio-based production: immersive media composition, improvisation systems and sound installations.

 

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